Mostra personale

La poesia della pittura

Mario Raciti10 — 31 ottobre 2026 · LeoGalleries, MonzaScopri la mostra ↓

Date

10 — 31 ottobre 2026

Inaugurazione

10 ottobre 2026, ore 17:30
Intervento critico di Luca Pietro Nicoletti

Orari

Martedì – sabato, 10–13 / 15–19
Ingresso libero

Presentazione

Ci sono immagini che sembrano affiorare da una memoria lontana, forme che si manifestano per un istante sulla superficie della tela e poi si disperdono, lasciando dietro di sé una traccia, un’eco, la sensazione di qualcosa che continua a esistere anche quando ha smesso di essere visibile. È in questo spazio sospeso, dove la pittura diventa esperienza della percezione e dell’apparizione, che si sviluppa la ricerca di Mario Raciti.

Con La Poesia della Pittura, LeoGalleries dedica una mostra personale a uno dei percorsi più singolari della pittura italiana del secondo Novecento, invitando il pubblico a entrare in contatto con un linguaggio che, nel corso di oltre sessant’anni, ha saputo trasformarsi profondamente conservando una straordinaria coerenza poetica. L’esposizione si concentra sul ciclo delle Presenze-Assenze, uno dei nuclei più significativi della ricerca dell’artista, attraverso il quale emerge con particolare intensità il movimento continuo tra ciò che appare e ciò che rimane affidato all’immaginazione. Avviate alla fine degli anni Sessanta, le Presenze-Assenze segnano un momento fondamentale nel percorso di Raciti. La figura sembra progressivamente perdere consistenza, come se la sua immagine si disperdesse nello spazio lasciando emergere segni sottili, rarefazioni cromatiche e frammenti di una presenza appena percepibile. La tela diventa il luogo di una manifestazione fragile, attraversata da forme che si addensano e si dissolvono, seguendo un movimento che appartiene tanto alla pittura quanto allo sguardo di chi osserva. Ciò che affiora conserva il carattere di un’apparizione: qualcosa giunge fino a noi da una dimensione remota, senza esaurirsi nella forma che assume.

Leggi il testo completo

In queste opere, l’assenza acquista una propria consistenza poetica. La scomparsa della figura lascia spazio a una diversa modalità di presenza, affidata a segni, tracce e manifestazioni fuggevoli che sembrano trattenere la memoria di qualcosa che ha attraversato la superficie per poi allontanarsene. Raciti indaga così una zona di confine in cui l’immagine si sottrae alla piena definizione e continua a vivere nella possibilità di essere percepita, evocata, immaginata. La pittura accoglie ciò che rimane in sospeso, dando forma a una dimensione in cui il visibile si apre a una profondità ulteriore. La ricerca di Raciti si distingue per la capacità di mantenere aperto questo spazio di indeterminazione, lasciando che il segno e la materia suggeriscano presenze che lo sguardo può avvertire senza necessariamente ricondurle a una forma riconoscibile. Le atmosfere rarefatte, i frammenti cromatici e le delicate tensioni che attraversano la superficie generano un’esperienza di osservazione lenta, nella quale ogni elemento sembra mutare in relazione alla distanza, alla luce e al tempo dedicato all’opera. L’immagine si costruisce così nell’incontro tra la tela e chi la contempla, prolungandosi in una dimensione percettiva che coinvolge la memoria e l’immaginazione. Nel panorama artistico italiano del secondo Novecento, Raciti ha sviluppato una ricerca profondamente autonoma, attraversando le trasformazioni del proprio tempo senza aderire a formule precostituite. La sua pittura ha seguito una traiettoria personale, alimentata da una continua interrogazione delle possibilità espressive dell’immagine. La coerenza di questo percorso risiede proprio nella libertà di trasformarsi, nella capacità di accogliere il mutamento e di fare della superficie pittorica un luogo in cui la forma possa emergere, dissolversi e riapparire sotto nuove sembianze.

Idealmente in continuità con la recente mostra Mario Raciti. Opere 1952–2025 a Palazzo Reale di Milano, curata da Luca Pietro Nicoletti, La Poesia della Pittura propone uno sguardo concentrato su una fase particolarmente significativa di questo lungo itinerario, restituendo la specificità di una ricerca che continua a interrogare il rapporto tra immagine e percezione. La mostra offre l’occasione di avvicinarsi alla dimensione più rarefatta della pittura di Raciti, lasciando emergere la forza evocativa di opere in cui il segno sembra custodire la memoria di un’apparizione.

Davanti a queste superfici, lo sguardo è invitato a sostare, ad accogliere ciò che emerge senza fretta, lasciando che le immagini rivelino gradualmente la propria natura. La pittura di Raciti apre uno spazio in cui ciò che sembra svanire continua a manifestarsi attraverso una traccia, una vibrazione, una presenza che si rinnova nell’esperienza di chi osserva. Rimane allora una domanda, semplice e inesauribile, che accompagna il percorso e continua a risuonare oltre la superficie della tela: che cosa accade a ciò che scompare?

«Io, invece, accanto a un’opera, lascerei una parete vuota, per designare “l’opera che non c’è”.»

Mario Raciti

Opere in mostra

Presenze-Assenze

10 opere · clicca per ingrandire

Presenze-Assenze, 1972
Tecnica mista su tela, cm 150×110

Presenze-Assenze, 1973
Tecnica mista su tela, cm 130×115

Presenze-Assenze, 1973
Tecnica mista su tela, cm 100×70

Presenze-Assenze, 1973
Tecnica mista su tela, cm 150×110

Presenze-Assenze, 1974
Tecnica mista su tela, cm 100×70

Presenze-Assenze, 1974
Tecnica mista su tela, cm 100×70

Presenze-Assenze, 1974
Tecnica mista su tela, cm 170×130

Presenze-Assenze, 1974
Tecnica mista su tela, cm 200×140

Presenze-Assenze, 1975
Tecnica mista su tela, cm 180×130

Presenze-Assenze, 1976
Tecnica mista su tela, cm 70×100

Allestimento e inaugurazione

La mostra in galleria

Mario Raciti, Presenze-Assenze, 1976, tecnica mista su tela, cm 70x100

L’artista

Mario Raciti Milano, 1934

Dopo la laurea in Giurisprudenza sceglie di dedicarsi interamente alla pittura. Dai cicli Eden, Gesti d’ignoto e Spiritelli alle Presenze-Assenze, alle Mitologie e ai Misteri, partecipa alla Biennale di Venezia e alle Quadriennali di Roma. Dal 2008 è membro dell’Accademia Nazionale di San Luca.

Scheda dell’artista

Visita la mostra

Informazioni utili

Dove

LeoGalleries
Via De Gradi 10, 20900 Monza

Quando

Martedì – sabato
10–13 / 15–19

Lunedì e domenica chiuso

Ingresso

Libero