SPAZIO ESPOSITIVO
Giardini della Cittadella
della Cultura e Spazio
Dedicato – Agrate (MB)
DATA ESPOSIZIONE
dal 19 ottobre 2024
al 9 novembre 2024
IL SEGNO
COME
RACCONTO
Viaggiare tra segni e memoria: “Appunti di viaggio” di Piero Macchini
La mostra Appunti di viaggio propone un percorso tra Spazio Dedicato ad Agrate Brianza e i Giardini della Cittadella della Cultura, offrendo un’esperienza immersiva nel linguaggio segnico dell’artista. Piero Macchini, membro del Gruppo Koinè dal 1995, utilizza la scrittura come strumento espressivo per evocare memorie e momenti di vita. Le sue “pagine” su lamiera accartocciata, disposte nel verde dei giardini, diventano tracce di un viaggio emotivo e collettivo, raccontando trent’anni di esperienze condivise con il gruppo.
Tra natura e architettura: il racconto collettivo di “Appunti di viaggio”
I segni indecifrabili invitano lo spettatore a una lettura personale e partecipativa, trasformando lo spazio pubblico in luogo di riflessione sulla memoria e il valore del racconto. L’allestimento crea un dialogo armonioso tra arte, natura e architettura, coinvolgendo sensi ed emozioni. L’intervento riflette sul tempo che scorre e sull’importanza di preservare le tracce del vissuto, in un continuo passaggio tra passato e presente, caratteristica centrale di Appunti di viaggio.
PIERO MACCHINI
Piero Macchini, nato ad Agrate Brianza nel 1957, è un artista e grafico con una lunga esperienza all’interno del Gruppo Koinè, di cui è membro dal 1995. La sua ricerca artistica si focalizza sulla scrittura intesa non solo come comunicazione verbale, ma come forma visiva e simbolica. Attraverso segni che evocano ricordi e vissuti personali, Macchini riesce a creare un ponte tra l’esperienza individuale e quella collettiva, dando vita a un linguaggio che supera il semplice gesto artistico. Le sue opere diventano così spazi di condivisione e riflessione, dove il segno scritto si trasforma in testimonianza di storie e memorie comuni. Il suo lavoro si distingue per la capacità di fondere il passato con il presente, invitando lo spettatore a partecipare attivamente a un’esperienza emotiva e narrativa che si fa comunitaria, andando oltre il confine tra arte e vita quotidiana.